sabato 27 agosto 2011

Ricomincio da qui...


Ricomincio dal nulla; dall'inizio; da un inizio un po' anonimo e sporco; da un nuovo taccuino...il precedente è rimasto incompleto... l'ennesimo con pagine bianche, vuote, svuotate. Ricomincio con una leggera spinta in avanti, lo spunto di una determinazione abbandonata, accantonata in un angolo del mio intestino; ricomincio con la voglia che mi mancava da un po', la voglia di fare, di star bene. L'Oltredove si era spento, era nello stand-by del corpo e della mente, nello strazio spirituale, in rivoluzione verso il declino... Ho voglia di cambiarlo questo mondo, ho voglia di salvarlo...
Contento d'essermi svegliato stamattina, contento di alzare gli occhi al cielo anche oggi e sentirmi un po' un “The Muffin man”... ho Frank Zappa nella testa, quella canzone odiosa che ti piaceva tanto. Mi affaccio fuori dalla finestra per sentire l'aria penetrare la mia incolta barba... ma niente... diavolo di caldo. Silenzio, ancora dorme questa città. Mi rifiuto di guardare l'orologio e torno di là, nella mia camera vuota priva di disordine... mi guardo intorno e mi sembra di aver indossato per mesi gli stessi indumenti. Sorrido ai ricordi e mi manca il respiro, mi riaffaccio col bisogno di respirare aria nuova; mi riaffaccio e guardo i solai di quelli impraticabili, su cui non poter scappare, guardati a vista da navi militari. E combatto ancora... almeno così sembra... nei silenzi tuoi d'ogni giorno, nei silenzi di fotografie appese sulle pareti che sembrano guardarmi. E combatto ancora per sentirmi fortunato... respirando. Si alza un leggero vento, moderato nei modi, piacevole e mi ricorda che non scrivo da un bel po'... da una vita, un altra vita... non la mia. Non trovo conforto nel trasformarmi in un uomo travestito da orco...
ho ai miei piedi il mondo e io sono qui ad aspettare...
il sole sorge per un altro giorno tra i proiettili...
Cerco ancora la parte migliore di me con te che riscuoti i miei silenzi.

1 secchiate d'eco:

Ca. ha detto...

Il dolore può togliere il fiato. Il dolore può togliere le parole, annullare i pensieri. Quante volte ti sei sentito dire "So come ti senti, posso capirlo"... io capisco solo che non è così. Il dolore è la cosa più privata che ci sia, una cosa con cui solo noi sappiamo quando poter lasciare l'acconto di un difficile saldo.