Ricomincio
dal nulla; dall'inizio; da un inizio un po' anonimo e sporco; da un
nuovo taccuino...il precedente è rimasto incompleto... l'ennesimo
con pagine bianche, vuote, svuotate. Ricomincio con una leggera
spinta in avanti, lo spunto di una determinazione abbandonata,
accantonata in un angolo del mio intestino; ricomincio con la voglia
che mi mancava da un po', la voglia di fare, di star bene.
L'Oltredove si era spento, era nello stand-by del corpo e della
mente, nello strazio spirituale, in rivoluzione verso il declino...
Ho voglia di cambiarlo questo mondo, ho voglia di salvarlo...
Contento
d'essermi svegliato stamattina, contento di alzare gli occhi al cielo
anche oggi e sentirmi un po' un “The Muffin man”... ho Frank
Zappa nella testa, quella canzone odiosa che ti piaceva tanto. Mi
affaccio fuori dalla finestra per sentire l'aria penetrare la mia
incolta barba... ma niente... diavolo di caldo. Silenzio, ancora
dorme questa città. Mi rifiuto di guardare l'orologio e torno di là,
nella mia camera vuota priva di disordine... mi guardo intorno e mi
sembra di aver indossato per mesi gli stessi indumenti. Sorrido ai
ricordi e mi manca il respiro, mi riaffaccio col bisogno di respirare
aria nuova; mi riaffaccio e guardo i solai di quelli impraticabili,
su cui non poter scappare, guardati a vista da navi militari. E
combatto ancora... almeno così sembra... nei silenzi tuoi d'ogni
giorno, nei silenzi di fotografie appese sulle pareti che sembrano
guardarmi. E combatto ancora per sentirmi fortunato... respirando. Si
alza un leggero vento, moderato nei modi, piacevole e mi ricorda che
non scrivo da un bel po'... da una vita, un altra vita... non la mia.
Non trovo conforto nel trasformarmi in un uomo travestito da orco...
ho
ai miei piedi il mondo e io sono qui ad aspettare...
il
sole sorge per un altro giorno tra i proiettili...
Cerco
ancora la parte migliore di me con te che riscuoti i miei silenzi.
1 secchiate d'eco:
Il dolore può togliere il fiato. Il dolore può togliere le parole, annullare i pensieri. Quante volte ti sei sentito dire "So come ti senti, posso capirlo"... io capisco solo che non è così. Il dolore è la cosa più privata che ci sia, una cosa con cui solo noi sappiamo quando poter lasciare l'acconto di un difficile saldo.
Posta un commento