mercoledì 2 marzo 2011

Una notte da te.

Esco ora di qua, da una casa silenziosa in questo mattino grigio, da una casa non mia; tu dormi ancora e, guardandoti, mi rendo conto di aver smesso di essere un cane sciolto, a volte sembriamo due amanti al neon...di quel neon verde elettrico delle farmacie, oppure come quei bar di quartiere pieni di gente che si conosce da una vita. Mi trovo a girovagare nelle campagne verdi, tra ulivi rigogliosi appena fuori dalla tua porta di un rosso inglese, rifiniture in ottone e un enorme zerbino marrone con scritto “welcome” in bianco... c'è un mondo che mi aspetta dentro te, tra chitarre elettriche e mandolini e ulivi e fiori di campo e contadini cortesi ma incomprensibili... Chiedo loro delle indicazione, non riesco a capire per dove ma, se dovessi perdermi, so dove trovarmi. Ti scriverò una cartolina così che tu mi possa raggiungere e li ricominciare a scrivere poesie sulle tue braccia bianche, storie sulle tue gambe, la nostra di storia sui tuoi seni e sul ventre... c'è bisogno di spazio per raccontare. Forse è per questo che il mio corpo vuole liberarsi di me...
BIIIIIIPBIIIIPBIIIIP
Che diavolo...
Sei e venti del mattino, lunedì...
maledetta sveglia...

Ciao.

1 secchiate d'eco:

Anonimo ha detto...

bellissimo....