venerdì 18 marzo 2011

Benvenuti nel mondo della farsa umana

C'è ancora del tempo per me, per un altra mano di poker...facciamone un'ultima. Scricchiolano le travi del pavimento mentre, lentamente, raggiungo il tavolo da gioco e mi siedo ancora per un po'; la mia ombra si è dileguata nel nulla come se fosse spaventata dal verde manto sintetico di questo tavolo. Gioco con me stesso e per me stesso, ma così è come giocare a carte con un cieco e, quel cieco, sono io soffocato dalle luci di Natale a Milano... c'è ancora tempo per chiedersi:
“ Perché siamo ancora così coglioni superati i vent'anni?...superati già da un po'.”
Faccio una boccata d'acetilene e mando giù... mando giù questo veleno così che io sia costretto a giocare le mie carte molto più in fretta e nello stordimento maggiore possibile. Giù il veleno. Mi son fatto d'acetilene e ho aperto una porta per un oltredove senza ritorno. Mi sento come un martedì grasso svuotato di ogni sua dolcezza, dove la festa si è trasformata in una commedia comico tragica esibita in un teatro... ha un cartello di benvenuto all'entrata, il teatro, a lettere cubitali rosse:
“Benvenuti nel mondo della farsa umana”.
Sono inchiodato a una sedia a gettare sul tavolo le mie fish e a perdere come si conviene, mi hanno inchiodato sul legno a smagrire quel poco che ho da far marcire. Mi incoraggiano a farlo tra lustrini e argento mentre gli spettatori in platea ridono di me, del mio essere cieco, delle loro ingiustizie subite che si contano su milioni di mani. E, mentre accade l'ennesima, la loro, la mia, la tua, la gente si spara per il pane, per il suo diritto alla vita e al delinquere.
Sono dita da corvo quelle che ho sulle spalle? Tranquillo uccellaccio, va tutto bene.
Va tutto bene...
va tutto bene...
va...

Ciao.

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