domenica 30 gennaio 2011

Perché sono a disagio nell'acquistare un auto nuova.

È da giorni che cerco di scrivere questo pezzo ma c'è qualcosa che turba me e la mia penna riciclata da qualche magazzino di materiale idraulico, qualcosa che frena la mia lingua; ho iniziato più volte a scrivere bloccandomi qualche rigo dopo senza trovare via d'uscita alcuna. Mi sento a disagio e stanco per i salti mortali che ho cercato di fare con la mia penna, mi sento come se mi mancasse una parola, una soltanto, la chiave di volta di tutto il discorso... forse sono distratto da tutte le urla che mi circondano le quali mi nauseano sempre più. Non so se sentirmi diverso o come gli altri. Ho ventisette anni, ho un lavoro, una ragazza bella e intelligente, il sogno di un posto tutto mio dove stare e il desiderio/necessità di un auto nuova... ecco, è qui che il tutto si blocca, è qui che provo definitivamente vergogna. Mi sento a disagio, molto a disagio, come se sapessi in cuor mio che tutto quello che ho, che voglio, che sogno non sia effettivamente necessario; ciò che è materiale arriva ad essere motivo di destabilizzazione, ma non per l'oggetto in se ma per come arriva e arriverà nelle mie mani. Per molti, forse per la maggior parte, identificano con la felicità questi obiettivi, l'identificano come bisogni di prima necessità: un lavoro redditizio, capi d'abbigliamento firmati, auto di lusso acquistate a tasso e anticipo zero impiccandosi con le rate, appartamento abbastanza grande e reso confortevole grazie al fai da te dell'IKEA, una fidanzata/bravamogliettina/casalinga, un amante... Ho un disagio dentro, ho l'impressione che mi vogliano vendere la felicità –la felicità secondo loro- superficiale, televisiva, depravata, corrotta, sessista, razzista, corrotta. Mi sento vittima e assassino di me stesso. Vedo tutti in attesa del buio dopo il tramonto; non c'è nessuno che in questa società avvizzita dalla nostra inadeguatezza di stare al mondo porti con sé una torcia? Ma anche per sbaglio. Mi sento come se fossi mezzo addomesticato, come se qualcuno a scopo di lucro cercasse una mia indecisione, e li, insinuarsi per procurami un'erezione a scopo di lucro... mi sento dannatamente mezzo addomesticato. Sai qual'è la novità? Ho un auto nuova!” Che schifo. Era da tanto che non ascoltavo gli specchi, era da tanto che non parlavano con me, ridono e mi deridono... Sembra che dicano:
“Dai accenti anche tu il cambiamento col tuo nuovo spazzolino elettrico.”
Fanculo io esco.

Sono in una fase di vomito perpetuo, costante nel tempo.
Ciao.

1 secchiate d'eco:

Andrea ha detto...

È un post bellissimo davvero, e non lo dico per dire, ma perchè ti capisco bene. Perchè spesso sento il tuo stesso disagio. Perchè con le persone care (con le altre che fanno le pecore e seguono la massa non mi ci metto neanche) ne parlo spesso che "ciò che è materiale arriva ad essere motivo di destabilizzazione" e che forse siamo destinati a qualche cosa di più della felicità comprata a rate ammazzandoci di lavoro! Se solo lo vogliamo..
Grazie per avermi fatto sapere che non sono l'unico.. due torce fanno già più luce.. continuiamo a cercare :)
Ciao!