sabato 24 ottobre 2009

Il buio in noi.


Il buio ha invaso Roma e tutte le altre città di questa Italia insana e maltrattata da chi dice di amarla.

Il buio ha invaso Roma che piange come una donna maltrattata, piange per i suoi figli caduti per proteggere un sogno che tale rimarrà. Sui vostri figli è caduto il buio oscurando le loro menti; si fanno ingannare dai venditori di spezie che affondano le loro vite condannandole alla nebbiose visione di un mondo migliore... la conoscete la cocaina e sua sorella eroina? E mentre tua sorella si sacrifica prostituendosi libera facendosi scopare con disprezzo in una bagno pubblico, gli uomini costringono al velo le loro donne nascondendo bellezze infinite solo con la scusa di una stupida, orrenda, idiota legge divina... e tu? E tu sei li fermo davanti al tuo bel portatile, comprato schiavizzandoti con le rate della findomestic, a leggere ste stronzate. Oggi si scopa liberi e anche tu ne sei felice, sarà più facile usare il disprezzo come viagra non è vero? In tutto questo, per fortuna, c'è sempre qualcuno a fare la differenza... veramente pochi; sono come torri di luce in mezzo al buio che guardano verso l'alto, verso il cielo libero di un mondo ormai contro il suo parassita preferito. Il buio ha invaso anche la tua Storia facendola diventare un affare di Cosa Nostra, un cancro che ti divora i polmoni nel silenzio che ti circonda e tu non vuoi vedere. Loro sono più vicini di cento passi.

domenica 18 ottobre 2009

Finalmente sei qui.

Sei arrivata alba

e da un po' che t'aspettavo

nel mio cappotto grigio;

questa notte son rimasto sveglio

ad attendere il tuo arrivo.

Sei arrivata alba e

alla tua prima luce

mi hai scaldato le ossa

ammaccate dalla violenza di questo

eterno a breve termine,

dal soffocamento di questo inferno.

Io non ho paura adesso

del nero battito del mio pensiero.

Notte fredda anche questa

mentre io attendo

questo silenzio,

questa pace,

questo eco

e poi finalmente tu,

che in questa notte passata inquieta

nel mio ventre malato

continui a non far rumore,

a respirare piano.

Sei arrivata alba,

è da un po' che t'aspettavo

umiliato da questa verità.

A cielo aperto tu non fermarti,

fai finta che l'inverno non è ancora qui

e illumina il mio mondo con disprezzo.

Rendimi fiero di questa verità

sin dentro l'anima.

So d'essere banale

ma non posso far altro che

non svuotare bicchieri

e riempirmi l'anima

di questa realtà.

domenica 11 ottobre 2009

Questa è la realtà.

Ho fotografato il mio volto per ricordare come sto stamattina: un po' insicuro anche oggi. Metto questa polaroid sulle mie gambe insieme a tutte le altre e mi chiedo qual'è il motivo per cui lo faccio; alzarmi al mattino già col pensiero ai problemi di questa realtà, vivo insano tutto il giorno.. mi distruggo fino in fondo, fino a quando le mie gambe tremano. Questa è la mia realtà e, a volte, trovo conforto solo nel fondo vuoto di un bicchiere di doppio malto del mio amato Goblins Pub, trovo conforto nel tentativo di divenire involutivo. Ho fotografato le mie gambe per ricordare che sono ancora buone per camminare, le ho fotografate per non dimenticare la strada che hanno ancora da percorrere, quella per arrivare in un altro Oltredove, a te, quella per fottere in modo semplice. Questa è la mia realtà, ci son giorni in cui involve a uno stadio primitivo ma non la cambierei con nulla al mondo... tutto questo forgia la mia pelle la rende più calda, impossibile da raffreddare. Questo è tutto ciò che ho, che hai, che hanno; non trovi futile rinnegala? Ho fotografato questo pavimento una volta disteso su di esso, per un momento mi è apparso diverso questo mondo... quasi migliore... ma ora, vedo del fumo da qua giù!

mercoledì 7 ottobre 2009

Bentornata vita.

Bentornata vita,
ora ho ventisei anni e
ho girato ancora pagina
in questo libro indefinito.
Ho preparato le valige
in cerca di un'altra spiaggia
in cui arenarmi,
in cerca di scogli in cui incagliarmi.
Bentornata spiaggia
disfarò le mie valige
sul tuo manto bianco tenero
e mi stenderò sul tuo letto
in cerca di un sonno
benedetto da questa luna bugiarda
che mi costringe a ricordare
avventure andate ormai a male.
Bentornata Estate
in mezzo a questo Ottobre
privo di foglie,
mi bruci l'anima
bruciando il sangue in corsa
nelle mie vene gonfie.
Bentornata vita,
ti chiedo cos'è
quest'aura che mi fluttua dentro
in mezzo a questo petto infermo e
chi è questa donna
che mi guarda
a due dita dalla faccia;
si accorge del mio viso stanco.
Bentornata strada,
ho ancora ventisei anni e vivo di nuovo;
ho ventisei anni e vivo ancora;
ho ventisei anni e ancora...

mercoledì 30 settembre 2009

A cena con i santi.

Che strana la vita, ti costringe a portare in spalla ricordi da cancellare; tenti di sbiancare quelle pareti della memoria, cerchi di togliere quella macchia nera ma si sa che l'umidità è una brutta bestia. Ti vien voglia di essere speciale ma lei trova sempre il modo di farti sentire debole fermandoti per un po'; toccherai i tuoi lividi contandoli uno ad uno ricordando perfettamente il chi, il come, il perché e il quando. Ricorderai bevendo la tua ennesima ultima birra. Ricorderai mentre sei a cena con i santi, quelli sbiaditi da una vita corrotta cercando del far del bene, quelli seduti a un tavolo che si proteggono le tasche con quel poco che c'è. Che strana la vita; ti dicevi che non l'avresti mai fatto, non avresti mai fatto parte di, non saresti stato così...e invece... Ti rendi conto che hai portoni, cancelli, mura da rinforzare... all'orizzonte s'intravedono gli arieti che minacciano il tuo fortino. Io rimarrò nel mio fortino, rinforzerò cancelli e cerniere, raddoppierò le mura; rimarrò qui convinto di essere nella ragione del Bene. Sorrido agli arieti. Non ho ideologie che crollano.

martedì 29 settembre 2009

Non vi è alcun fine in questa vita?

Ho messo da parte l'ennesimo libro mezzo letto privo di stimoli per il mio mal di testa. Nell'incertezza di un amore che non ho vago per i miei marciapiedi della mia Brindisi pomeridiana poco rumorosa, atmosfera adatta per catturare pensieri vaganti nell'Oltredove... ma a me fa male intendo pensare. Una volta che lascio andare i miei pensieri fermarli mi viene difficile e può essere ancora peggio. È un circolo vizioso che porta a una sola domanda: Non vi è alcun fine in questa vita? In quel momento ti rendi conto d'essere fermo sul marciapiede a fissare il vuoto, per un istante prendi le sembianze di un rimbambito. Non mi riconosco a volte nell'immobilità che creano queste domande, sentendomi smarrito in questo luogo chiamato casa; non mi riconosco allo specchio... mi ritrovo in sogni malinconici di un amore passato anche da troppe lune, sono sempre il ragazzo sbagliato per quella giusta. Tutto questo mi lascia un sapore mielato sul palato. Tremo nonostante cerco di rimanere calmo; così i giorni diventano pallidi, apatici, insopportabili. Cerco di sviare questi pensieri lavorando anche di domenica, con un bel caffè, ma è solo il vano tentativo di allontanarmi dalle ceneri di ricordi che risalgono in superficie dal mio cimitero personale dove io stesso mi son sepolto più volte... decisamente macabro ciò che ho appena scritto … Non mi rimane altro che curare il mio albero della vita visibile solo all'alba di ogni mio sofferente mattino... ho messo da parte l'ennesimo libro non letto e ho strappato delle pagine dal mio romanzo e le ho messe via.

domenica 27 settembre 2009

Voglia d'essere felice e scopare con disprezzo

Mentre le mie ideologie flettono si presentano ostacoli all'apparenza più grandi di me e uomini senza scrupoli ingannano il mio sorriso debole. Mentre mi vedo scopare con disprezzo mi sorge il dubbio che sia svanito il mio sogno d'esser libero. Io capisco che viviamo in un miraggio di realtà, con la speranza di avere ancora in corpo il sogno di dire “io sono, io ci sono riuscito”, di dire un giorno “sono felice” , ma non riesco a guardare chi non si accorge di aver venduto la sua realtà a statue immobili; le loro stesse riproduzioni in una realtà statica e controllata. Abbiam voglia d'essere felici e capisco quando dici che non hai voglia di sentire da me un altra menzogna, allora guardati in torno e vedrai candelotti di dinamite dalla miccia corta pronti a uccidere. Siamo, eravamo, saremo briganti che fuggono dalle loro ceneri. Siamo tutti, ma proprio tutti, santi, farabutti, dei, diavoli e morti.